
Ecco cosa succederà con l’equinozio di primavera e perché c’è alta probabilità di aurore boreali
L’equinozio di primavera del 20 marzo 2025 segna il passaggio ufficiale dalla stagione invernale a quella primaverile; quest’evento astronomico si verifica quando l’asse terrestre si allinea con l’orbita del nostro pianeta attorno al Sole, garantendo un’illuminazione uniforme tra i due emisferi. Tale fenomeno, oltre a determinare un’equa distribuzione tra ore di luce e di buio, ha un impatto significativo sull’attività geomagnetica terrestre. Infatti marzo è considerato il mese più attivo dal punto di vista geomagnetico, con una maggior probabilità di avvistare aurore polari spettacolari. Ecco perché con l’equinozio primaverile c’è alta probabilità di aurore boreali, come riportato da FanPage.it.
Il fenomeno Russell-McPherron e il suo effetto
Un aspetto determinante che lega gli equinozi alle aurore è l’Effetto Russell-McPherron. Questo fenomeno, scoperto nel 1973, evidenzia come durante gli equinozi la configurazione dell’asse terrestre faciliti un’interazione più intensa tra il campo magnetico del nostro pianeta e il vento solare. In queste condizioni anche un vento solare moderato può generare spettacolari fenomeni aurorali. L’inclinazione terrestre, infatti, modifica la disposizione della magnetosfera rispetto al Sole e rende la Terra più vulnerabile al passaggio di particelle cariche che innescano le aurore.
Le crepe nel campo magnetico terrestre
Un ulteriore fattore che incide sulla formazione delle aurore durante gli equinozi è la comparsa di “crepe” nel campo magnetico terrestre. Queste si formano a causa dell’annullamento reciproco tra il campo magnetico terrestre e quello solare, che in determinate condizioni si oppongono e si indeboliscono a vicenda. Secondo studi scientifici questo effetto è massimo proprio in marzo e ottobre, mesi nei quali si registra il picco dell’attività geomagnetica. L’apertura di queste fessure consente a un numero maggiore di particelle solari di raggiungere la ionosfera, il che dà vita a straordinari giochi di luce nei cieli delle regioni polari.
Il ruolo del ciclo solare nel 2025
Le probabilità di osservare aurore boreali spettacolari sono ulteriormente amplificate dal fatto che il 2025 rientra nel periodo di massima attività del ciclo solare, che dura circa 11 anni. Ciò vuoldire che il vento solare sarà più intenso e le tempeste geomagnetiche più frequenti, con il conseguente aumento della possibilità di avvistare le aurore anche a latitudini più basse rispetto al solito.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.