Voyager ha rilevato un aumento della densità dello spazio al di fuori del sistema solare

Voyager2, la sonda spaziale ha inviato sorprendenti dati alla Terra relativi alla densità dello spazio al di fuori del sistema solare

la sonda voyager2
1 di 2

Guarda la versione integrale sul sito >

Ecco le nuove verità “insospettabili" inviate dalla sonda Voyager2 alla Terra

Nel novembre del 2018 la sonda Voyager2 ha varcato il confine dell'influenza del Sole ed è entrato nello spazio interstellare. Tuttavia questo traguardo non ha segnato la fine della sua missione in quanto attualmente sta inviando sulla Terra dati relativi allo spazio che si trova oltre il sistema solare rivelando verità insospettabili. Mano a mano che si allontana dal Sole, infatti, la densità dello spazio aumenta, confermando così un dato che era già stato rivelato dalla sonda Voyager1. Il confine del sistema solare che è stato attraversato dalle sonde è noto come eliopausa ed è caratterizzato dal vento solare, una corrente supersonica di plasma ionizzato che esce dal Sole in tutte le direzioni: l'eliopausa è il punto esatto in cui la corrente perde la sua forza.

L'eliosfera

Lo spazio che si trova all'interno dell'eliopausa si chiama eliosfera: ha una forma ovale con il sistema solare ad un'estremità e una coda fluente dalla parte opposta. La parte più a punta è posizionata in direzione della Via Lattea nel sistema solare: entrambe le sonde Voyager hanno attraversato proprio da questo punto l'eliosfera. La maggior parte delle persone ritiene che lo spazio sia vuoto ma non è proprio così. Il vento solare ha infatti una densità media di protoni e di elettroni che prevedono la presenza da 3 a 10 particelle per centimetro cubo ma questa cifra aumenta a mano a mano che ci si allontana dal Sole.

La densità misurata dalla sonda Voyager2

La densità elettronica media del mezzo interstellare nella Via Lattea corrisponde a 0,037 particelle per centimetro cubo mentre quella del plasma nell'eliosfera esterna è di circa 0,002 elettroni per centimetro cubo. Quando ha misurato per la prima volta le oscillazioni del plasma dopo aver attraversato l'eliopausa il 23 ottobre del 2013 a una distanza di 122,6 unità astronomiche, Voyager1 ha rilevato una densità del plasma di 0,055 elettroni per centimetro cubo. Voyager2 ha invece misurato le oscillazioni del plasma il 30 gennaio del 2019 a una distanza di 119,7 unità astronomiche, constatando una densità del plasma di 0,039 elettroni per centimetro cubo.


Guarda la versione integrale sul sito >

1 di 2
2 di 2

Guarda la versione integrale sul sito >

Le ipotesi allo studio

Una delle teorie ipotizzate al riguardo racconta che le linee del campo magnetico interstellare acquisiscono forza mentre si avvinghiano all'eliopausa. Ciò causa instabilità di ciclotrone ionico elettromagnetico che “consuma" tutto il plasma che si trova nel drappeggio. Un po' diversi i dati rilevati dalla Voyager2 che, al momento di attraversare l'eliopausa, si è scontrata con un campo magnetico più forte. Esiste però un'ulteriore teoria secondo la quale il materiale che viene soffiato dal vento interstellare rallenta quando raggiunge la zona dell'eliopausa, provocando un ingorgo. Questo è quanto ha riportato la sonda New Horizons che nel 2018 ha notato per prima un debole bagliore ultravioletto proveniente da un accumulo di idrogeno neutro all'eliopausa.

Guarda la versione integrale sul sito >

2 di 2



Valerio Fioretti

Sono un fisico, meteo appassionato e meteorologo, scrivo da anni notizie sul web. Sono esperto di argomenti che riguardano sport, calcio, salute, attualità, alpinismo, montagna e terremoti.