
Ecco come funziona la Pace Contributiva per andare in pensione comprando i contributi che mancano
La carriera contributiva di un lavoratore non è sempre lineare e continua. Per questa ragione, molto spesso, si deve lavorare qualche anno in più prima di poter conseguire il diritto all’agognata pensione. Oltre a versare i contributi durante il periodo lavorativo, esistono anche dei sistemi alternativi per accumulare contributi e andare in pensione anticipatamente. Uno di questi sistemi è rappresentato dai versamenti volontari. Nel nuovo anno è stato introdotto anche un terzo sistema rappresentato dalla Pace Contributiva di cui parleremo proprio in questo articolo.
Come funziona la Pace contributiva
Attraverso la Pace Contributiva, ogni contribuente può colmare quelle lacune che si possono creare nel versamento dei contributi a causa di una carriera discontinua. E’ un sistema creato per completare le carriere di quei lavoratori che ricadono interamente ed esclusivamente nel sistema contributivo (cioè hanno iniziato a versare contributi dopo il 1995). Pertanto chi ha versato contributi prima del 1996, non potrà sfruttare questo sistema ma potrà solo versare contributi volontari per completare la propria carriera e andare in pensione.
I contributi possono essere recuperati fino a 5 anni
Con la Pace Contributiva, i periodo di vuoto che si possono colmare vanno dalla data di primo accredito fino al 31 dicembre 2023 e possono essere riscattati anche se non continuativi. La normativa prevede che il contribuente possa colmare i contributi mancanti fino a un massimo di 5 anni. La misura è appannaggio anche di coloro che l’hanno già sfruttata nel triennio precedente e di quei contribuenti che hanno già recuperato cinque anni con la precedente Pace Contributiva. I contributi possono essere versati sia con l’intento di aumentare l’importo della propria pensione che di raggiungere i requisiti per andare in pensione.
Chi è autorizzato a versare?
La legge consente il versamento di questi contributi sia da parte del contribuente che dei datori di lavoro che puntano all’esodo incentivato o che devono “smaltire” il contingente in esubero. L’attuale normativa prevede che gli importi versati per la Pace Contributiva possano essere dedotti dal reddito, a differenza della precedente versione che permetteva solo una detrazione del 50% della somma versata. Gli oneri, fra l’altro, potranno essere versati in unica soluzione o mediante un piano di rateazione di 120 mensilità. In assenza dei requisiti previsti, i versamenti volontari rimangono l’unica opzione per recuperare i contributi non versati.
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