
Non avere paura, il film che racconta l’amicizia tra Papa Wojtyla e Lino Zani
Oggi, mercoledì 2 aprile 2025, ricorre il ventennale dalla morte di Papa Giovanni Paolo II. La sua figura verrà celebrata con la messa in onda stasera in tv su Rai1 alle ore 21:35 circa, dopo “Affari Tuoi”, del film “Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla. Si tratta di una storia vera, ispirata al libro di Lino Zani alpinista interpretato da Giorgio Pasotti.
Le vacanze di Papa Giovanni Paolo II
Papa Wojtyla e l’alpinista Lino Zani si incontrarono la prima volta il 16 luglio 1984, durante una vacanza del Pontefice sull’Adamello. Fu proprio lì che l’amicizia tra i due si consolidò definitivamente, il tutto davanti a un piatto di “strozzapreti”, una tipologia di pasta fatta in casa dalla madre dello scrittore. Papa Giovanni Paolo II aveva scelto il rifugio delle Lobbie, ubicato a oltre 3.000 metri di altitudine, come destinazione per le sue ferie. Zani raccontò di aver accompagnato a sciare alcuni preti polacchi, i quali, dopo una giornata di sci, gli chiesero come organizzare le vacanze del Santo Padre proprio in quel luogo. In quella occasione, nonostante la segretezza che circondava le mete delle ferie di Wojtyla, Il presidente della Repubblica dell’epoca, Sandro Pertini, decise di raggiungerlo a bordo di un elicottero sull’Adamello. Da quella data, l’amicizia tra l’autore televisivo e Giovanni Paolo II diventò più forte negli anni, restando sempre salda fino alla scomparsa del Papa, giunta nell’aprile del 2005.
L’amicizia tra Papa Wojtyla e Lino Zani
Da quel momento, Lino Zani dice che è nata una profonda amicizia con il Santo Padre. In qualità di sciatore e alpinista, Zani ha potuto accompagnarlo in molte giornate sulle piste, avendo così la possibilità di scoprire l’uomo dietro il titolo di Papa. Questa esperienza è stata narrata dallo scrittore anche nel film per la TV del 2013, dal titolo “Non avere paura”. L’autore televisivo ricorda di frequente che quando Papa Paolo Giovanni II si arrabbiava, tornava a parlare in polacco, e che aveva un’autentica passione per il formaggio. La famiglia di Zani è stata spesso invitata da Wojtyla in persona a Roma.
La vetta
L’amicizia mostrata dal Santo Padre ha spinto Zani a fargli vedere la fotografia della vetta dopo aver scalato per la prima volta una montagna di ottomila metri. Nel suo libro “Era santo, era uomo”, da cui è nato il film, Zani riporta che quando gli mostrò la foto della vetta, gli chiese perché volesse andare così in alto. Zani gli spiegò che desiderava sapere cosa ci fosse dall’altra parte della cima, e il Papa gli rispose che ‘dall’altra parte’ si può andare solo una volta, mentre dalla vetta si può solo scendere. Inoltre, Wojtyla aggiunse che nella vita ogni persona ha una vetta da raggiungere, ma che, una volta arrivati sempre più in alto, la vera difficoltà stava nel saper rinunciare e fare dietrofront. Zani ha poi detto che il Papa si fermava a pregare in ogni luogo. In quei momenti, non era più sulla terra, ma in contatto con Dio.
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