
Si preannuncia una Pasqua ben più remunerativa per tanti pensionati e tanti lavoratori grazie al nuovo piano di riforma del fisco
Se il piano di riforma del fisco che è stato preventivato dal governo dovesse essere approvato prima della Pasqua, per tanti lavoratori e pensionati italiani si preparerebbe davvero una primavera più ricca con stipendi o cedolini maggiorati. Ovviamente gli aumenti non riguarderebbero tutto ma solo una parte di essi. Tutto nasce dal taglio dell’IRPEF che dovrebbe portare, secondo l’intento del governo, ad una riduzione dell’aliquota del secondo scaglione. Il piano è quello di far ottenere ai lavoratori che rientrano in questo scaglione, un guadagno del 2% in termini di stipendio e pensione netti.
La nuova riforma che cambia la seconda fascia Irpef
Con la nuova riforma la seconda fascia reddituale sarebbe destinata a salire fino a 60 mila euro, mentre l’aliquota scenderebbe dal 35% al 33%. In virtù di queste modifiche, coloro che hanno un reddito compreso tra 28.000 a 50.000 euro, risparmierebbero il 2%, perché l’aliquota scenderebbe dal 35% al 33%. Un risparmio che sarebbe ben più cospicuo per coloro che presentano redditi oltre i 50.000 e fino a 60.000 euro, poiché oltre alla riduzione del 2% del prelievo fiscale, si aggiungerebbe il risparmio sui 10.000 euro che oggi, oltre i 50.000 euro, vengono tassati al 43%.
Le strategie del governo per aumentare i salari
La nuova riforma rappresenterebbe sicuramente un toccasana per il ceto medio e sembrerebbe ormai essere sulla rampa di lancio come ha avuto modo di confermare anche Marco Osnato, responsabile economico del partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo scorso anno venne effettuata una riduzione da 4 a 3 degli scaglioni di reddito ai fini Irpef. Con questo nuovo ritocco all’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, il governo intende contribuire per aumentare i salari degli italiani soprattutto dopo le batoste subite a causa dell’aumento dei prezzi al consumo e dell’incremento dei costi energetici.
Quanto si risparmierà
Per fare un esempio pratico, con la nuova riforma, coloro che dichiarano un reddito di 60 mila euro, risparmierebbero circa 1.440 euro. A questo calcolo si giunge sommando il risparmio di 440 euro che scaturisce dalla riduzione del secondo scaglione dal 35% al 33% al guadagno dovuto all’estensione del secondo scaglione da 50.000 a 60.000 euro. Il risparmio sarebbe evidente anche per tutti i redditi che superano i 28 mila euro e sarebbe maggiore in proporzione con la crescita del reddito.
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