
Aids, ecco il vaccino tutto italiano
Addio farmaci antiretrovirali per i malati di Aids? Quello che sembra un sogno potrebbe presto diventare realtà. È stato infatti messo a punto un vaccino terapeutico tutto italiano che agisce sulla proteina Tat, quella che permette la replicazione e la diffusione del virus.
Aids, ecco come funziona il vaccino
Il vaccino, si legge su Corriere.it, potrebbe consentire di controllare l’infezione senza ricorrere alla terapia farmacologica, almeno per un periodo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Immunology, arriva dopo il follow-up, durato otto anni, di pazienti immunizzati con il vaccino contro l’Aids. L’equipe che lo ha messo a punto è guidata da Barbara Ensoli, Direttore del Centro Nazionale per la Ricerca su HIV/AIDS dell’Istituto Nazionale Superiore di Sanità, che lavora sul progetto dal 1998. I primi risultati erano stati pubblicati già nel 2016 su Retrovirology e riguardavano un primo studio condotto su 200 pazienti in Sudafrica.
Aids, il vaccino terapeutico non è la soluzione
Al momento, comunque, mancano ancora degli step importanti: questo vaccino, essendo terapeutico, non può essere considerato la soluzione all’Aids. Il vaccino, infatti, stimola il sistema immunitario della persona infetta ma non previene l’infezione: l’unico modo per evitare il contagio rimane ancora l’uso del preservativo.
Aids, si aprono nuove prospettive
La somministrazione del vaccino a pazienti in terapia farmacologica si è rivelata capace di ridurre drasticamente il serbatoio di virus latente, ad oggi inattaccabile dalla sola terapia antiretrovirale: questi risultati, ha fatto sapere Barbara Ensoli, aprono nuove prospettive per una cura in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci. Si aprono quindi opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con Hiv, riducendo la tossicità associata ai farmaci e migliorando la qualità di vita.
Aids, ecco qual è la speranza
Il vaccino italiano, ad oggi, è stato testato solo su soggetti sottoposti a terapia farmacologica: la spperanza, ora, è permettere ai pazienti vaccinati di controllare l’infezione senza bisogno di farmaci. Il buon esito, al momento, non è scontato. Un vaccino americano, sempre basato sul Tat, non si era mostrato in grado di controllare l’infezione dopo l’interruzione della terapia.
Laurea triennale in Scienze Forestali ed Ambientali e Laurea magistrale in Scienze Agrarie e del Territorio. La mia più grande passione resta da sempre la meteorologia, approfondita attraverso la tesi di laurea sperimentale e un master di "Meteorologia Nautica". I fenomeni naturali, la loro bellezza e potenza sono tra le cose che più mi affascinano al mondo.