Coronavirus, nuovo Dpcm, spostamenti tra regioni e nuove ordinanze: ecco cosa cambia con il nuovo Governo

Cosa succederà riguardo spostamenti tra regioni e divisione dell'Italia in fasce di colore con l'arrivo del nuovo Governo? Ecco i ruoli di Conte e Speranza contro il coronavirus

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Coronavirus, nuovo Dpcm, spostamenti tra regioni e nuove ordinanze: ecco cosa cambia con il nuovo Governo

La crisi di Governo ha portato alla sostituzione del Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte, infatti, verrà rimpiazzato a breve dal neo premier Mario Draghi, che ha accettato il mandato assegnatogli dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Con lui, dunque, cambierà anche la squadra di ministri dell'esecutivo e si passerà al tanto chiacchierato governo tecnico che precederà le nuove elezioni. Il tutto nel bel mezzo della pandemia e della guerra contro il coronavirus, che va avanti ormai da un anno. Cosa succederà dunque per quanto riguarda i DPCM firmati da Conte e tutte le misure messe in atto dal (ormai) Governo precedente? Ecco qual è la situazione, come riporta Today.it. UNA REGIONE HA CHIESTO LA CANCELLAZIONE DELLA DIVISIONE DELL'ITALIA IN FASCE DI COLORE: ECCO QUALE

Cosa succederà per spostamenti tra regioni e zone rosse

Le questioni sono tante ma il metodo di lavoro non cambia: così come Conte, anche Draghi dovrà interfacciarsi con il Comitato Tecnico Scientifico e l'Istituto Superiore di Sanità prima di decidere cosa gli italiani potranno o non potranno fare per affrontare la pandemia. Conte e il Ministro della Salute Roberto Speranza, però, avranno ancora la facoltà di firmare DPCM e decidere la divisione dell'Italia in fasce di colore fino al giuramento ufficiale del nuovo Governo presieduto da Draghi (e in ogni caso almeno fino al 5 marzo, scadenza dell'ultimo DPCM). Tra le questioni più impellenti da risolvere c'è quella che riguarda lo spostamento tra regioni: esso è vietato fino al 15 febbraio ma con ogni probabilità sarà prorogato di almeno un altro mese. Per quanto riguarda invece la definizione di zone rosse, arancioni o gialle il Ministro Speranza continuerà ad analizzare i dati ogni fine settimana fino all'arrivo di un nuovo Ministro della Salute. COPRIFUOCO ANTICIPATO ALLE ORE 21, ECCO DOVE 

Dal 1° febbraio 2021 molte regioni sono passate in zona gialla

Da lunedì 1° febbraio 2021 gran parte dell'Italia è entrata in zona gialla. Entrando nello specifico – come riportato da Orizzontescuola.it – le regioni in zona gialla saranno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Provincia autonoma di Trento, Valle d'Aosta e Veneto. In zona arancione, invece, vi sono Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano. Va evidenziato come in zona gialla, al pari di quanto accade in zona arancione, tutti i negozi sono aperti e non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Inoltre, dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi, in zona gialla è prevista la riapertura dei musei e degli altri luoghi di cultura, oltre alle mostre. Chiaramente tutti i luoghi che saranno aperti al pubblico (compresi negozi e ristoranti) dovranno necessariamente rispettare tutte le regole anti-contagio. Per ora, invece, continuano a restare chiuse piscine, palestre e centri benessere. Le prossime due settimane risulteranno decisive in vista delle nuove misure.  adottate dal Governo. UN MALATO SU DUE ACCUSA LA SINDROME DA POST COVID: ECCO COSA SIGNIFICA

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Il problema degli assembramenti

Ggli assembramenti nelle strade di tante città italiane nell'ultimo weekend hanno causato un botta e risposta tra il Comitato tecnico scientifico e l'Anci, l'associazione nazionale dei comuni italiani. Se le persone sono libere di spostarsi, è il ragionamento dell'Anci, gli amministratori locali non possono imporre ulteriori divieti.Per capire se sarà possibile entrare e uscire da una regione all'altra dopo il 15 febbraio si attende un'ordinanza ad hoc.

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Riapertura impianti sciistici

E' prevista per questa settimana la riunione del Comitato tecnico scientifico durante la quale gli esperti esamineranno il protocollo messo a punto dalle regioni per la riapertura degli impianti sciistici. In base al decreto legge in vigore, gli impianti sciistici dovrebbero riaprire il 15 febbraio, data in cui scade anche il divieto di spostamento tra le regioni. Una decisione in merito verrà presa solo a ridosso della scadenza.

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Nunzio Corrasco

Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, fin dai primi anni di liceo ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative a tutto ciò che riguarda l'attualità. Esperto nel settore relativo alla salute e in quello scientifico-tecnologico, appassionato di cronaca meteo, geofisica e terremoti.