Emergenza trichinella, nuovi casi scoperti in Puglia e cresce la preoccupazione: ecco come avviene il contagio

Questo parassita colpisce l'intestino, ma col tempo le larve si spostano e attaccano i muscoli del corpo causando un peggioramento dei sintomi

Allarme Trichinella (foto Pixabay)
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Al momento l'infezione non ha fatto vittime e tutte le persone si stanno curando a casa

Preoccupa sempre più l'emergenza trichinella in Puglia dopo che il numero dei casi è salito a 10 in seguito al consumo di altra carne di cinghiale. Tutte le persone coinvolte nel contagio al momento godono di buona salute e non hanno avuto alcuna necessità di essere ricoverati. Al momento stanno effettuando le cure presso il proprio domicilio. Solo una donna è stata costretta al ricovero presso la Casa Sollievo della Sofferenza ma per ragioni legate ad altre patologie.

Si teme l'aumento dei contagi

Secondo gli esperti, il numero delle persone contagiate potrebbe crescere in maniera significativa nelle prossime ore, mentre l'Asl sta proseguendo le indagini di rito per verificare da dove sia stata originata la diffusione del patogeno. Tra le persone che sono state contagiate anche una bambina di 10 anni. Al momento i cluster familiari attraverso i quali si sarebbe diffuso il contagio sono complessivamente tre.

La tesi degli esperti

Secondo gli infettivologi il parassita sarebbe stato presente nella carne di un cinghiale catturato dopo una battuta di caccia. E' possibile anche che sia stato originato anche dal consumo di salsiccia o di salami non controllati. Tutte le opzioni sono valide anche per i lunghi tempi di incubazione della trichinellosi che possono variare fino addirittura a 45 giorni. Al momento tutti i controlli che sono stati effettuati nelle macellerie della zona hanno dato esito negativo. CONTINUA A LEGGERE…


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Le caratteristiche di questa infezione

La trichinellosi, che viene anche appellata con il nome di trichinosi, è una zoonosi originata da vermi cilindrici appartenenti al genere Trichinella. Inizialmente questo parassita colpisce l'intestino, ma col tempo le larve si spostano e attaccano i muscoli del corpo. Proprio i dolori muscolari possono rappresentare un vero e proprio campanello d'allarme. Le carni più a rischio sono quelle di suino, maiale e cinghiale. Non si corrono invece dei rischi se si mangia carne bovina, perchè solitamente questa categoria di animali non si nutre di carcasse di animali.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.