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Ictus, i sintomi per riconoscerlo e i fattori di rischio

L'ictus è la terza causa di morte in Italia: che cos'è, quali sono i campanelli d'allarme e i fattori di rischio?

Ictus, i sintomi per riconoscerlo e i fattori di rischio
Ictus, quali sono i sintomi per riconoscerlo e i fattori di rischio Fonte foto: farmajet.blog

L’ictus è la terza causa di morte in Italia

In Italia l’Ictus, secondo quanto riportato da “Scienza.fanpage.it“, risulta essere la terza causa di morte dopo le malattie ischemiche del cuore e le neoplasie. Ogni anno in Italia si verificano circa 196.000 casi di Ictus: tra questi, nel 10-20% dei casi i pazienti muoiono entro un mese, mentre un altro 10% muore entro un anno. Il 25% delle persone che sono state colpite da ictus guariscono in maniera completa, mentre il 75% riesce a sopravvivere dovendo fare i conti per tutta la vita con delle disabilità.

Che cos’è l’ictus?

A questo punto viene da porsi la domanda: che cos’è di preciso l’ictus? Secondo quanto si legge su “Scienza.fanpage.it“, si tratta di un coagulo di sangue che finisce per bloccare un’arteria cerebrale. In alternativa, si parla di ictus quando l’arteria viene danneggiata e si rompe. In questo ultimo caso, l’arrivo di sangue ossigenato al cervello si interrompe e le cellule cerebrali interessate dalla zona colpita muoiono. In seguito ad un ictus, dunque, il paziente che ne viene colpito si ritrova a dover convivere con una ridotta capacità di utilizzo di braccia, gambe, linguaggio, udito o vista.

Quali sono i tipi di ictus e i fattori di rischio

Secondo quanto si legge su “Scienza.fanpage.it“, esistono tre tipologie di ictus: quello ischemico (80% dei casi), quello emorragico (3% dei casi) ed, infine, quello ischemico transitorio (simile a quello ischemico, ma i sintomi durano pochi minuti). Inoltre, è bene andare ad elencare quelli che sono i fattori che possono aumentare la possibilità di essere colpiti da un ictus: l’età (soprattutto chi ha oltre i 55 anni), l’essere maschi o l’aver in famiglia una persona che è già stata colpita da ictus. Un altro fattore di rischio, inoltre, è rappresentato anche dal soffrire di ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e diabete mellito. Ha più possibilità di andare incontro ad un ictus anche chi fuma, chi ha il vizio dell’alcol o è obeso.

Cosa ci fa capire che stiamo per avere un ictus?

Esistono alcuni sintomi che ci consentono di capire che stiamo per avere un ictus e in questi casi la tempestività di intervento è assolutamente fondamentale. Tra i campanelli d’allarme, secondo quanto riportato da “Scienza.fanpage.it“, vi sono la paresi facciale, difficoltà motorie e di linguaggio, perdita improvvisa di forza o sensibilità a braccia o gambe, perdita improvvisa della vista. Inoltre, altri sintomi possono essere un lancinante mal di testa, difficoltà nel parlare e nel comprendere altre persone.

Si può prevenire un ictus?

Allo stato attuale, secondo quanto è possibile leggere su “Scienza.fanpage.it“, non esiste un metodo di prevenzione che possa rivelarsi valido al 100%. Vi sono, però, alcune azioni che se messe in atto possono ridurre il rischio di essere colpiti da ictus: ad esempio smettere di fumare, rispettare una dieta che sia sana ed equilibrata, svolgere attività fisica. Inoltre, occorre evitare di avere troppi chili in eccesso e controllare di frequente la pressione.

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Alessandro Allegrucci

Laurea triennale in Scienze Forestali ed Ambientali e Laurea magistrale in Scienze Agrarie e del Territorio. La mia più grande passione resta da sempre la meteorologia, approfondita attraverso la tesi di laurea sperimentale e un master di "Meteorologia Nautica". I fenomeni naturali, la loro bellezza e potenza sono tra le cose che più mi affascinano al mondo.

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