
Insonnia, 770 milioni di persone soffrono di questo disturbo
In tutto il mondo ben 770 milioni di persone soffrono d’insonnia. Nonostante si tratti di qualcosa di piuttosto comune, le cause che sono alla base di questo disturbo non appaiono ancora chiare. In tal senso, secondo quanto si legge su “Wired.it“, un team di ricerca internazionale coordinato dagli scienziati della Vrije Universiteit di Amsterdam ha provato a fare chiarezza sui meccanismi biologici che generano l’insonnia ed ha pubblicato su “Nature Genetics” uno studio con il quale sono state identificate per la prima volta le tipologie di cellule, le aree e i processi cerebrali che hanno un ruolo chiave nel rischio di insonnia.
Cos’è l’insonna?
Quando si fa riferimento all’insonnia non si intende una notte che viene trascorsa in bianco a causa di qualche ansia o pensiero che ci affligge. L’insonnia in realtà è un disturbo frequente e chi ne viene colpito – secondo quanto riportato da “Wired.it” – ha sia difficoltà ad addormentarsi, sia dei risvegli frequenti, oltre a dei problemi a prendere nuovamente sonno anche quando non vi sarebbero degli ostacoli che pregiudicano la possibilità di dormire. Se questi disturbi continuano a verificarsi per dei mesi, a quel punto si parla di insonnia cronica.
Insonnia, un team di scienziati per indagarne le cause
Fino ad oggi la comunità scientifica era riuscita ad individuare solo pochi geni responsabili dell’insonnia cronica e, in ogni caso, non si era compreso dove questi geni andassero ad esercitare degli effetti negativi a livello cerebrale. Per comprenderlo Danielle Posthuma della Vrije Universiteit di Amsterdam e Eus Van Someren dell’Istituto di neuroscienze olandese hanno creato un team di scienziati che, grazie all’ausilio della banca dati Uk Biobank e della 23andMe, sono stati in grado di raccogliere informazioni relative al dna e alle abitudini legate al sonno di 1,3 milioni di persone. Così facendo, dunque, sono riusciti a realizzare il più grande studio di dati genetici che sia mai stato compiuto.
Insonnia, si tratta di un disturbo influenzato da diversi geni
Analizzando tutti i dati in loro possesso – secondo quanto si legge su “Wired.it” – i ricercatori sono riusciti ad identificare ben 956 geni, le cui varianti potrebbero portare ad un maggior rischio di cadere nell’insonnia. Successivamente i ricercatori hanno deciso di studiare nel dettaglio i processi biologici, le tipologie di cellule e le aree del cervello che utilizzano questo tipo di geni. I risultati di questa analisi dimostrano che l’insonnia, come altri disturbi di natura neuropsichiatrica, è influenzata da diversi geni. Presi singolarmente questi geni non sono particolarmente interessanti da studiare, ma ciò che li rende importanti è il loro effetto combinato sull’insonnia.
Insonnia, esiste un legame con depressione e ansia?
Andando a confrontare i geni di rischio dell’insonnia con quelli legati ad altre caratteristiche individuali del sonno e a quelli dei disturbi di natura psichiatrica, è emersa una scoperta piuttosto sorprendente. Secondo quanto riportato da “Wired.it“, infatti, i ricercatori hanno messo in evidenza una significativa somiglianza tra i geni di rischio di insonnia e quelli associati alla depressione e all’ansia. Van Someran ha spiegato come si tratta di un risultato molto importante in quanto ci indica che quando si ricercano le cause dell’insonnia, l’attenzione va spostata sui circuiti che generano l’emozione, lo stress e la tensione. Il ricercatore della 23andMe, Vladimir Vacic, inoltre, ha aggiunto che con questo studio si compie un immenso passo in avanti nella comprensione della cause dell’insonnia. Tale ricerca, infatti, sottolinea come si tratta di una condizione grave, con un rischio genetico simile ai disturbi psichiatrici e a quelli metabolici che generalmente riguardano obesità e diabete.
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