Pfizer, arriva l'annuncio della casa farmaceutica: il prezzo del vaccino sarà quadruplicato. Ecco i dettagli
Pfizer ha intenzione di aumentare il prezzo delle dosi di vaccino contro il Coronavirus dal 2023: ecco il motivo
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Pfizer prevede di aumentare il prezzo del vaccino contro il Coronavirus
Dall'inizio della campagna vaccinale sono state somministrate, in Italia, oltre 140milioni dosi di vaccino contro il Coronavirus. Tutte gratuitamente, almeno per i cittadini. Per lo Stato, però, rappresentano un costo, che presto potrebbe aumentare e addirittura quadruplicare. Pfizer, come riporta Ilmessaggero.it, prevede infatti di quadruplicare il prezzo del vaccino, vendendolo a circa 110 euro a dose.
Una mossa già attesa dagli analisti
L'aumento, come annunciato dalla dirigente della casa farmaceutica Angela Lukin, potrebbe arrivare dopo la scadenza dell'attuale programma di acquisto del governo degli Stati Uniti. Gli analisti finanziari, in realtà, si aspettavano tali aumenti dei prezzi a causa della debole domanda: secondo gli esperti i produttori dovranno aumentare i prezzi per soddisfare le previsioni di entrate per il 2023 e oltre.
Cosa succederà negli Stati Uniti dal 2023
Attualmente il governo degli Stati Uniti paga circa 30 dollari per dose a Pfizer. Al termine dell'emergenza sanitaria pubblica statunitense, però, nel 2023 il mercato dovrebbe passare alle assicurazioni private, spostando così le uscite dalle casse pubbliche a quelle delle assicurazioni (che poi riverseranno eventualmente il costo sui cittadini". Lukin, comunque, ha spiegato che “siamo fiduciosi che il prezzo negli Stati Uniti del vaccino rifletta la sua efficacia in termini di costi complessivi e garantisca che il prezzo non rappresenti una barriera all'accesso per i pazienti".
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Le aspettative di Pfizer
Pfizer si aspetta che il mercato del vaccino contro il Coronavirus abbia le dimensioni del mercato dei vaccini influenzali su base annua per gli adulti. Attualmente gli Stati Uniti sono indietro rispetto per quanto riguarda le iniezioni di richiamo rispetto al tasso dell'anno scorso: 14,8 milioni di persone hanno ricevuto un'iniezione, contro le oltre 22 milioni di persone che l'avevano ricevuta nelle prime 6 settimane del 2021.
Classe '93, napoletano di nascita, interista di fede. Scrivo sul web da quando avevo 16 anni: prima per hobby, poi per lavoro. Curioso di natura, amo le sfide (soprattutto vincerle). Mi affascinano il mondo dell'informazione e quello della comunicazione.
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