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Rene Policistico, scoperto un farmaco in grado ridurre la necessità di dialisi

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Plos Medicine e rappresenta un passo in avanti nel trattamento del Rene Policistico

Rene Policistico, scoperto un farmaco in grado ridurre la necessità di dialisi
Rene Policistico, le nuove scoperte (Foto: La Repubblica)

Rene Policistico, sperimentato in Italia un nuovo farmaco che allevia i sintomi allontanando il ricorso alla dialisi

Quella del rene policistico è la più comune malattia renale ereditaria, caratterizzata dalla crescita di numerose cisti nel rene. I pazienti con malattia renale policistica autosomica dominante generalmente iniziano a mostrare sintomi all’età di 30-40 anni, raramente nell’infanzia. I sintomi più comuni della malattia renale policistica autosomica dominante comprendono dolore alla schiena e ai fianchi e mal di testa.

Secondo l’NIH, la malattia renale policistica autosomica dominante colpisce 2-3 persone ogni 10.000 abitanti in Europa. In genere questa patologia viene diagnosticata mediante imaging renale o mediante ecografia, TAC o imaging RM. I test genetici sono fatti per confermare la diagnosi. Tuttavia, fino ad oggi non è disponibile alcuna cura per la malattia del rene policistico autosomico dominante e il trattamento è principalmente finalizzato al sollievo sintomatico.

Ma una buona notizia per chi soffre di questa patologia arriva da uno studio italiano coordinato dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos Medicine. E’ stato sperimentato un farmaco, l’octreotide, che si è dimostrato efficace nel rallentamento della fase di crescita delle cisti e della funzione renale, riducendo in modo considerevole la necessità di ricorrere alla dialisi.

Come è stato eseguito lo studio Aladin 2

Lo studio denominato Aladin 2 ha coinvolto un centinaio di pazienti complessivamente tutti accomunati nel fatto di avere una funzionalità dei reni compromessa. Metà di questi pazienti sono stati trattati con Octreotide mentre l’altra metà hanno ricevuto un farmaco inattivo per valutarne l’eventuale effetto placebo. L’esito di questa sperimentazione ha dimostrato che il farmaco è in grado di ridurre il ricorso alla dialisi anche nei pazienti che lamentano un grave danno ai reni.

L’Octreotide riduce anche i danni all’apparato cardiovascolare

Grazie a questo farmaco, la medicina oggi non dovrà più assistere impotente all’inesorabile scorrere del tempo che porterebbe ad una insufficienza renale e quindi, all’esigenza di un trapianto. Fra l’altro l’uso dell’Octreotide, come fanno sapere i ricercatori dell’Istituto Mario Negri, allevia anche le disfunzioni cardiache comune a chi soffre di rene policistico.

Questa patologia ad effetto progressivo, fa venire meno la capacità del rene di fare da filtro causando anche delle disfunzioni extrarenali fra le quali anche le cisti ad altri organi come il fegato e finanche gli aneurismi intracranici, oltre ad altre patologie gravi a carico del sistema cardiovascolare.

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Biagio Romano

Classe '93, napoletano di nascita, interista di fede. Scrivo sul web da quando avevo 16 anni: prima per hobby, poi per lavoro. Curioso di natura, amo le sfide (soprattutto vincerle). Mi affascinano il mondo dell'informazione e quello della comunicazione.

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